GREENBOXNAUTICA

Rispettiamo il Mare

Con quasi 1900 km su un totale di 8300 km di coste italiane, la Sardegna può vantare un ecosistema marino unico nel suo genere, custodito e tutelato attraverso una legislazione speciale e la creazione di 5 aree marine protette.

Che cos’è un’area marina protetta?

La Regione Sardegna ha istituito 5 aree marine protette, per un totale di oltre 130.000 ettari di territorio. Si tratta di zone caratterizzate dalla presenza di formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche o gruppi di esse di rilevante valore naturalistico e ambientale e/o esistenza di valori naturalistici.
La loro istituzione è funzionale alla conservazione degli habitat marini più delicati.

Quali sono le aree marine protette?

Le 5  aree marine protette della Regione Sardegna sono:

Capo Carbonara – Villasimius

posizionata nella parte sud est dell’isola, si caratterizza per la presenza di rocce granitiche e acque cristalline dalle quali è possibile scorgere branchi di barracuda mediterranei in cerca di cibo, cernie, orate, polipi e altri tipici esemplari della fauna ittica sarda. Occasionalmente è possibile scorgere anche delle specie marine tropicali migrate a causa dell’innalzamento delle temperature del mare, così come delfini e rarissimi esemplari di foche monache. La flora, tipicamente macchia mediterranea, incornicia questo incantevole angolo di incontaminata natura.

Tavolara – Punta Coda Cavallo

oltre 15000 ettari di territorio, situati nella parte nord est della Sardegna da capo Ceraso a capo Finocchio. Tra i punti di particolare interesse naturalistico, le calette tra Olbia e San Teodoro, le isole di Tavolara, Molara e Molarotto e lo stagno di San Teodoro, nel quale nidificano specie rare e affascinanti come il Cavaliere d’Italia e il Fenicottero rosa. Per gli amanti delle immersioni, non è difficile imbattersi in barracuda, castagnole, murene e decine di specie della flora acquatica.

Isola dell’Asinara

adagiata sulla punta nord occidentale della Sardegna, il recente passato dell’Asinara è quello di un’isola divenuta luogo di detenzione di pericolosi criminali fino alla fine degli anni ‘90, quando il carcere di massima sicurezza lascia spazio all’omonimo parco nazionale nel 2002. Proprio la presenza dell’istituto di detenzione ha preservato la flora e la fauna dell’Asinara, con numerosissime le specie autoctone a rischio di estinzione presenti e un equilibrio ambientale mantenuto intatto per decenni. Da segnalare i celebri asinelli bianchi, la luscengola – una tipica specie di lucertola, la lepre sarda e una ricca fauna ittica.

Capo Caccia – Isola Piana

posizionata nella parte nord occidentale della Sardegna, in una penisola prospiciente la città di Alghero, questa zona di conformazione calcarea e notevole importanza geologica – naturalistica è un vero paradiso di grotte marine, che tempo fa erano la casa di alcune foche monache. Tra quelle più importanti, le grotte di Nettuno e di Nereo, tra le più estese dell’intero Mediterraneo. Il falco pellegrino e i grifoni presidiano i cieli di questa zona, popolata da numerosi esemplari di tartarughe marine, aragoste mediterranee, astici, granseole, e molluschi, che potranno essere ammirati nelle immersioni subacquee. Qui inoltre è presente il pregiato corallo rosso, col quale vengono realizzati monili tipici della tradizione orafa sarda.

Penisola del Sinis – Isola del Mal di Ventre

Nella zona antistante lo stagno di Cabras, sulla costa occidentale della Sardegna, la penisola del Sinis è tra i più antichi insediamenti umani dell’isola, testimoniata da ritrovamenti di reperti pre nuragici e dalla fondazione della città di Tharros, di cui sono ancora presenti i resti archeologici. Le coste e i fondali della zona risentono della costante azione dei venti di maestrale, con scogliere ripide e scoscese che si alternano a dolci tratti sabbiosi. Per gli appassionati di snorkeling e immersioni, notevole la varietà di fauna marina presente, dai delfini alle aragoste mediterranee, dai saraghi ai barracuda.

Una sesta area marina protetta è in via di istituzione. Si tratta di Capo Testa – Punta Falcone.

In che modo Grennboxnautica aiuta a tutelare gli ecosistemi marini?

Proprio per via del delicato ecosistema delle aree marine protette, queste zone vengono poste sotto specifiche regolamentazioni che ne tutelano l’equilibrio.

Il sistema Greenboxnautica contribuisce nel mantenerlo inalterato migliorando l’ecosostenibilità dei natanti attraverso un sistema automatico di controllo e chiusura degli scarichi nelle imbarcazioni da diporto, che si aziona automaticamente al superamento dei confini dell’area marina protetta.

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